martedì 28 ottobre 2008


"Le uniche cose che mi interessano sono quelle legate al cuore" Audrey Hepburn.

venerdì 12 settembre 2008

apologia delle B

Batman
by Gianluigi M.

giovedì 28 agosto 2008

sabato 23 agosto 2008

D'amore di morte e di altre sciocchezze


Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto !
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perché con questa spadavi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria ma non avete scorza ;
godetevi il successo, godete finché dura
ché il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli ? L'arrivismo ? All'amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti ;
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte ;
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato ;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.
Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz'ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore ;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d'essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi ;
a parlarle non riesco, le parlerò coi versi.

Venite gente vuota, facciamola finita :
voi preti che vendete a tutti un'altra vita ;
se c'è come voi dite un Dio nell'infinito
guardatevi nel cuore, l'avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali ;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
ma in questa vita oggi non trovo più la strada,
non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo ;
dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole ;
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo

Cirano

venerdì 22 agosto 2008

2 citazioni


Purtroppo in questo periodo non ho tanto tempo per scrivere, quindi mi limiterò a due citazioni...
"La poesia non è di chi la scrive... è di chi gli serve!" (Mario Ruoppolo, Il Postino)
"Nella vita ci vuole coraggio, immaginazione e... un pò di soldi..." (Calvero, Limelight)



domenica 17 agosto 2008

Sognatori come me

Ad ognuno la propria concezione di paradiso....
Per me è un uomo che coccola il suo cane e mia zia Berthe.
http://it.youtube.com/watch?v=aycwxHB5d6I

A proposito, una canzone di R.G. si intitola "Escluso il cane" e fa così:
Chi mi dice ti amo
chi mi dice ti amo
ma togli il cane
escluso il cane
tutti gli altri son cattivi
pressoché poco disponibili
miscredenti e ortodossi
di aforismi perduti nel nulla
chi mi dice ti amo
chi mi dice ti amo
se togli il cane
escluso il cane
non rimane che gente assurda
con le loro facili soluzioni
nei loro occhi
c'è un cannone
e un elisir di riflessione
e tu non torni qui da me
perché non torni più da me
Chi mi dice ti amo
chi mi dice ti amo
ma togli il cane escluso il cane
paranoia e dispersione
inerzia grigia e films d'azione
allestite anche le unioni
dalle ditte di canzoni
e tu non torni qui da me
perché non torni più da me.

lunedì 11 agosto 2008

12 agosto


Oggi, 12 agosto, è l'anniversario della strage che avvenne nel 1944 a Sant'Anna di Stazzema, dove i soldati nazisti uccisero 560 civili tra uomini donne e bambini. Le testimonianze dei bambini sopravvissuti che ebbero la sventura di assistere personalmente a quell'orrore sono davvero toccanti, e dal punto di vista storico un prezioso documento di una vicenda non molto conosciuta.
P.s. la foto sopra è stata scattata l'11 agosto 1944 e ritrae i bambini S. Anna mentre giocano nel cortile della scuola.



sabato 9 agosto 2008

C'era una volta in America


"é il tuo modo di vendicarti? No, è solo il mio modo di vedere le cose"
L'amore, l'amicizia, il tradimento, il ritorno, la delusione.
Ma mai, mai cambiare il proprio modo di vedere le cose! Perchè è l'unica cosa che possiamo, e dobbiamo a noi stessi...

mercoledì 6 agosto 2008


Caro Gianluigi,
questo MERAVIGLIOSO disegno che mi hai inviato mi ha fatto pensare ad un film che io, ti dirò, ho trovato davvero eccezionale: King Kong.
Parlo in particolare dell'ultima versione del 2005, quella con Naomi Watts. E subito una nota a parte per tale dolcissima creatura dagli occhi malinconici che interpreta il ruolo di un'attrice in cerca di fortuna (che non arriva mai, ed anzi, come a tutte le grandi persone, le è riservato un destino crudo e periglioso...)
Non per gli effetti speciali al computer, non per l'azione e l'avventura... a me in questo film ha colpito proprio la figura di King Kong. La sua solitudine, la sua incapacità di comunicare verbalmente con gli altri esseri umani, gretti e superficiali, eppure la sua umanità che si intravede dallo sguardo profondo e triste. Quando King Kong torna dalla sua donna, dopo aver lottato per sopravvivere in un assurdo mondo brutale, selvaggio cruento e spietato, stanco si appoggia ad una roccia, e guardando il tramonto, una lacrima scende sul suo viso...
Bhè, a volte le cose più belle si nascondono dove meno te le aspetti...per esempio in questo film...

lunedì 4 agosto 2008

Viaggio in metro (di Simone Seri)


Cielo azzurro intenso. Dalla piazza assolata scendo le scale che portano verso la metropolitana.
Gradino dopo gradino mi lascio la luce alle spalle e sprofondo inghiottito dal buio. E' un altro mondo. Mi infilo nel brulicare disordinato degli esseri che lo abitano. Sembrano formiche: frettolosi, sguardo basso, movimenti spasmodici. Riescono ad evitare i propri simili non so come. La scala mobile li aspetta e poi li insegue, ma loro vanno più forte, quasi scivolandoci sopra. Corridoio basso e profondo, neon ronzanti tremolanti sui due lati.
Un ragazzo mi viene incontro, fa l'inchino e porge un bicchiere: chiede una monetina. In cambio il suo amico suona una chitarra. Passo dopo passo sul linoleum sudicio sono quasi alla piattaforma. Tutti mi superano. E' una gara, ma non partecipo. Al traguardo, mi guardo intorno con aria di sufficienza. Solita domanda: hanno davvero così tanto da fare? Tabellone luminoso: un minuto all'arrivo del treno. Sopraggiungono altre formiche. L'enorme pancione di una ragazza magrissima sembra sul punto di scoppiare. Un bambino mette la punta di un piede oltre la striscia gialla, sfidando lo sguardo severo della mamma. Un ragazzo inginocchiato termina la sua preghiera, ignorato. Le formiche non indugiano con lo sguardo, non sono neanche curiose.
Da altoparlanti gracchianti una musica appena comprensibile. Sui binari cartacce e tappi di bottiglia, ma niente mozziconi di sigaretta. Prima ce n'erano tanti. In fondo alla galleria buio pesto all'infinito. Poi due puntini di luce. Si dilatano velocemente. Le formiche se ne accorgono, avanzano e prendono posizione. Ora sono in tante, mi accerchiano. Vogliono anche il mio posto, è chiaro. Cedo alla pressione di una signora grintosa col fazzoletto in testa, poi un omino calvo con valigetta rosicchia centimetri che ritiene preziosissimi. Rumore crescente di ferro e macchina: arriva il treno. Investito dall'aria, sono spettatore di un montaggio estremo: rammenti di visi, corpi e colori, colgo tutto e niente. Sbuffi e ferro, il montaggio rallenta, il treno si ferma.
Finestrini come schermi raccontano mille storie diverse. Raccontano di lavori pesanti e frustranti, di noia e stanchezza. Del desiderio di tornare. A casa, in superficie.
Giro lo sguardo: uno degli schermi mostra una creatura. Non sembra una di loro.
E' mora, coi capelli raccolti. Un golfino nero le protegge le spalle e lascia incustodito almeno metà seno, rotondo, generoso. La bocca serrata non tradisce emozioni, ma i suoi occhi sono vivi, coscienti, curiosi. Salirò e le andrò vicino, fingendo indifferenza, aspettando il momento propizio. Un sospiro, ecco la mia occasione:”Stanca?”. Sarà difficile farla uscire dall'iniziale diffidenza, ma quando sarà riuscito ad ottenere un primo sorriso, allora potrò sbilanciarmi, fare una battuta. Con cautela, per non dare un'idea sbagliata. Scopriremo di dover scendere alla stessa fermata e risaliremo insieme verso la luce. Di nuovo nel mondo di superficie, tra chiacchiere gradevoli e qualche silenzio. Condivideremo ovvietà sulle giornate che si accorciano, il freddo, l'arrivo dell'inverno. Parleremo ancora alla fermata dell'autobus, le risate si faranno più frequenti e
sonore. Sulla vettura qualche imbarazzo. La solita vecchia carica di buste brontolerà per l'ennesimo ritardo, l'autista risponderà con brusche frenate. Tutto sarà sospeso, fino a quella frase: “Alla prossima devo scendere”. Parentesi che si chiude. Invece no, lei mi sorprenderà con l'offerta di un numero di telefono, da richiamare al più presto. Non così presto, ripensandoci. Farò passare qualche giorno, il tempo di creare l'attesa, di farle domandare:”Chissà se chiamerà”. Tempo dopo mi svelerà le sue forme, il suo corpo premerà contro il mio. La sua voce al telefono diventerà familiare, i suoi sguardi e i suoi silenzi più comprensibili. Parlerà di me alle sue amiche:”Lui non è come gli altri...”. Uno sbuffo pesante. Si spalancano le porte. Un flusso fuoriesce dalle carrozze, un altro vi entra. Effetto centrifuga, indietreggio. Cerco un varco. Una formica si smarca e si incunea, il mio posto è suo. La creatura mora fa appena in tempo a cogliere il mio sguardo interessato. Le porte si chiudono. I finestrini si allontanano lentamente,
ricominciano a sfilare davanti ai miei occhi. Riparte ilmontaggio, sempre più veloce, sempre più incomprensibile. Tabellone luminoso: 4 minuti al prossimo treno.

venerdì 1 agosto 2008

Perchè non voto a sinistra

Si ricomincia. Era illusorio e prematuro, evidentemente, cantar vittoria e tessere le lodi di quel briciolo di umanità, razionalità e civiltà che pareva rimanere intatto baluardo in questo confuso Paese, e che si era espresso nella lettera della sentenza della Corte di Cassazione sul caso Eluana Englaro. Sentenza criticata da svariati punti di vista, tra cui mi ha colpito, di tale Sig. Giuliano Ferrara :"vita e morte non possono essere decise per legge".
Una curiosità: come possono essere decise dunque vita e morte? No perchè io ho sempre saputo e mi ero convinta del fatto che la convivenza sociale era regolata dalla legge; legge decisa dal Parlamento, espressione democratica e ponderata del pensiero comune. Poi per carità, esistono moltissime altre forme di organizzazione sociale, come la dittatura, in cui sulla vita e la morte decide il dittatore; oppure la monarchia, in cui decide il monarca; oppure l'anarchia, in cui ognuno fa come vuole... Insomma, ognuno scelga il suo.
Nella nostra repubblica democratica, a meno che, per l'appunto, non si contesti la nostra Costituzione, a decidere sulle cose è il Parlamento, ove i vari partiti eletti da tutti i cittadini prendono le decisioni. Tale è il lavoro per cui vengono pagati i Sigg. deputati, prendere decisioni.
Dunque proprio quest'oggi alla Camera tutti si accingevano a svolgere il proprio lavoro per cui si è retribuiti, ed in particolare veniva richiesto ai presenti di esprimere il proprio parere sulla devoluzione alla Corte Costtuzionale, per conflitto di attribuzione, del caso di E. Englaro deciso con sentenza della Corte di Cassazione poco tempo fa.
Il Partito Democratico ha pensato bene di non votare, di astenersi. Di non esprimere il proprio punto di vista in merito ad una questione che ha sollevato il dibattito nazionale negli ultimi giorni. Probabilmente la giustificazione sarà data nel fatto che la questione è per l'appunto troppo importante, riguardante la coscienza di ognuno...insomma non bisogna scontentare gli elettori di sinistra laici nè gli elettori di sinistra cattolici. E ce ne sono molti, questo si sa. Mica che si possono perdere così.
Ora, quando io ero più piccina, e non avevo ancora diritto al voto, mi professavo di sinistra. I valori di solidarietà sociale e laicità erano gli argomenti che più mi avevano tirato da quella parte. Oggi che ho diritto al voto, io non lo darò mai ad un partito che non ha chiaro a quali valori fondamentali di base si ispira e che tradisce di continuo il concetto stesso di "sinistra" per come molti di noi l'hanno in mente. E non trovo assolutamente strano, nè condannabile, che la maggioranza dei cittadini italiani, alle ultime elezioni, abbia votato Berlusconi ed il polo delle libertà, che trovo, a differenza della sinistra italiana, almeno coerente con sè stesso.

martedì 29 luglio 2008

Favolosi anni '80

Like a prayer
La vita è un mistero
Ognuno deve stare da solo
Sento che tu chiami il mio nome
E mi fa sentire come fossi a casa
Quando chiami il mio nome
È come una piccola preghiera
Sono in ginocchio, voglio condurti là,
nel mezzo della notte,
posso sentire il tuo potere
Proprio come una preghiera
Sai che voglio portarti lì
Sento la tua voce,
è come un sospiro d’angelo
Non ho scelta, sento la tua voce...

martedì 15 luglio 2008

Eluana Englaro, la sentenza.

In questi giorni non si fa altro che parlare del caso "Eluana Englaro", la ragazza in stato vegtativo perenne oramai da 16 anni. Suo papà ha ottenuto qualche giorno addietro l'autorizzazione a porre fine all'esistenza della figlia. Per quanto riguarda il mio personale punto di vista, io ritengo che la Corte di Cassazione (alla quale si rifà il decreto autorizzativo della Corte d'Appello di Milano) si sia espressa in questa materia in maniera impeccabile dal punto di vista tecnico, giuridico e morale.
In medicina si parla di "stato vegetativo perenne" quando, trascorso un anno in cui il paziente non possiede più funzioni cognitive, neanche elementari, ma solo funzioni vitali di base come la respirazione, il ciclo sonno-veglia e la circolazione sanguigna, non esistono più ragionevoli aspettative che il suo stato muti e le sue condizioni migliorino.
Nel nostro ordinamento giuridico non esiste e non è tutelato, al pari del diritto alla vita, un correlativo "diritto alla morte", e dunque non sarebbe possibile parlare di legalità dell'eutanasia (come avviene per esempio in altri paesi nel mondo). Non è questo però il caso di Eluana. La sentenza della Corte ha delineato, infatti, una distinzione tra "vita" e "vita biologica" (in cui rientrerebbe lo stato vegetativo di Eluana Englaro), ritenendo che quest'ultima non vada tutelata a tutti i costi laddove risulti con certezza che le convinzioni personali del paziente volgevano in tal senso.
Impeccabile dal punto di vista tecnico-giuridico, dunque, ed ammirevole dal punto di vista morale, questa sentenza pone la volontà umana, nei confini del regionevole, al di sopra della mera vita biologica.
Sui giornali appaiono quotidianamente dichiarazioni di rappresentanti della Chiesa cattolica in merito a questa sentenza. Titoli come "la vita di Eluana non si tocca" "a Eluana ci pensiamo noi " mi irritano in primo luogo al pensiero che a leggerli ogni mattina sia il padre di Eluana Englaro... Come se lui, la figlia, volesse ucciderla brutalmente, come se per lui questa vicenda non fosse già abbastanza drammatica.
Al di là di questo, vorrei rispondere idealmente alla dichiarazione del presidente dei vescovi italiani, Angelo Bagnasco, secondo il quale non può una sentenza della Corte di Cassazione decidere sulla vita di una persona. Ah no? Sì, certamente, sarebbe auspicabile l'adozione di una legge in merito, ma in assenza di questa, chi dovrebbe essere a decidere? La Chiesa cattolica? Io vivo in uno Stato formalmente laico, e ritengo che una decisione del genere possa e debba essere presa dal più alto organo di un potere indipendente dello Stato. Italiano. Il Vaticano, fino a prova contraria, oltre ad esprimere come tutti noi la sua opinione, non c'entra nulla.

Nessuno può mettere Baby in un angolo!

Eh sì, avevo 12 anni quando guardavo e riguardavo ossessivamente venti volte di seguito l'ultima scena di "dirty dancing". Certo, allora quello che mi esaltava procurandomi scomposti spasmi emotivi erano i muscoli e lo charme inconfutabile di Jhonny che ballava ed amava Baby, piccola adolescente sfigata (con rivincita finale), nella quale noi tutte ci identificavamo. Eppure oggi, vicina al trentennio, quando Raiuno ripropone il cult del ballo, io mi ritrovo con gli occhi lucidi sulle note di "Time of my life".
Certo in prima serata forse i nostri soldini di contribuenti potrebbero pretendere di meglio, o di più recente quantomeno, ma ciò non toglie nulla al fascino di questo sempreverde della danza...
Il film più bello però, di Patrick Swayze, in cui davvero quest'attore supera sé stesso in bravura è "A Wong Foo, grazie di tutto, Julie Newmar", che io consiglio vivamente a tutti di vedere...

http://www.youtube.com/watch?v=Pr6qwEm3z_I

mercoledì 2 luglio 2008

By Gianluigi M.


A qualcuno piace caldo. A me no.

venerdì 20 giugno 2008

Tango

Cos'è che fa impazzire una donna?
Un uomo che la stringa tra le braccia, con fermezza e dolcezza, facendola sentire al sicuro, e così, la conduca ovunque.

http://it.youtube.com/watch?v=C3gwp_M6_hc

giovedì 12 giugno 2008

Giustizia?

Per questo cerchiamo sempre la giustizia, contro l'arbitrarietà del male e la brutalità della natura, animale ed umana...

"Quand'ero bambino, i grandi, a volte, a cena sussurravano tra loro: "Quello che è successo a Sant'Anna di Stazzema". Lo dicevano con la complicità dei grandi alla quale non sono ammessi i bambini: "Quello che è successo a Sant'Anna di Stazzema".Sant'Anna di Stazzema è un piccolo paese sulle pendici delle Apuane, a pochi chilometri dalla casa dove sono cresciuto. D'estate, se andavamo a Viareggio, si vedevano nelle belle giornate i paesini sui monti: fra i grappoli di case bianche c'era anche quel paese, con quello che era successo. A sinistra, un po' più in su, c'è Sant'Anna di Stazzema, mi diceva mio padre, Ma cosa c'era successo? Lo chiesi ai grandi: i miei genitori, mio zio, mia zia.E non mi rispondevano. Così un giorno lo chiesi al nonno, che aveva fatto la Prima Guerra Mondiale e che non aveva paura di dire quello che non si può dire. Erano già andati tutti a letto, e certe sere mi portava a letto lui. Eravamo vicini al fuoco e le faville salivano in alto. Il nonno muoveva i tizzoni e agitò la fiamma. È schifo, disse, schifo. E poi non disse più niente e mi accompagnò a letto.Nella mia infanzia non ho mai avuto paura, la mia famiglia mi proteggeva. Ma quella sera ebbi paura, lo ricordo. Perché capii che c'era un indicibile. Qualcosa che andava oltre: oltre la decenza, oltre quello che siamo, o che crediamo di essere, da bambini o da grandi. E senza chiedermelo mi chiesi chi siamo noi, gli uomini. [...] "

Antonio Tabucchi, "Sant'Anna di Stazzema. 12 agosto 1944"

http://it.youtube.com/watch?v=Tc8OaVkWjfI&feature=related

lunedì 9 giugno 2008

Firma sul mio cuore

Se solo si potesse pretendere...una firma sul cuore...
Per fortuna hai qualcuno che si appoggia a te,
abbiamo cominciato da amici
ma il pensiero di te mi scava dentro
i sintomi sono tanto profondi
ma è troppo tardi per tornare indietro.
Abbiamo cominciato da amici
(...)
sono sicuro che il tempo porterà con sè
delusioni per molte cose
Sembra essere questa la strada
quando giochi le tue carte sull'amore
preferirei essere con te all'inferno
piuttosto che da solo in un freddo paradiso.
Sembra essere questa la strada.
Gli uccelli non guardano mai il sole
prima che il giorno sia finito
Ma ecco la luce brilla più forte
Su un giorno pieno di pace.
Malinconia strana lasciaci in pace
Non vogliamo avere a che fare con te
Laveremo via le nostre macchie
in una stanza che fa venir giu la pioggia.
Stare solo con te mi fa mancare il fiato
Lentamente facciamo l'amore
e la terra gira a nostro piacimento
Firma col tuo nome nel mio cuore
io voglio che tu sia la mia piccola
Firma col tuo nome nel mio cuore
voglio che tu sia la mia signora.

giovedì 5 giugno 2008

Quello che mi piace di Baglioni

Che bella questa canzone di Baglioni, quando la ascoltavo da piccola mi turbava molto, chissà poi perchè...
Ora mi piace da morire, ma soprattutto lui, il suo look... il nostro grande Baglioni anni '70, con la tuta i capelli lunghi e gli occhi buoni...
http://www.youtube.com/watch?v=-U42R6TMtds

sabato 31 maggio 2008

Della morte

Stamattina sono stata ad un funerale. Avendo parenti napoletani mi sentivo come in un film di
Troisi; e ne approfitto per cantare le lodi di questo meraviglioso popolo che fa di ogni momento della vita una piece di teatro. La zia poverina che è spirata era Zia Maria, anni 103, conosciuta soprattutto per la recitazione all'impronta di poesie di Trilussa fino alla settimana scorsa.
Dunque questo funerale è stato per me toccante, significativo ed anche divertente, cerimonia a parte. E così vorrei che fossero i miei funerali. Rendo con l'occasione pubblica la mia volontà di non ricevere il rito cattolico, e sappiate dunque che se verrete invitati da mia madre io non avrei voluto. Nel funesto caso i più affezionati tra voi potrebbero farmi il favore di rivolgersi all'U.A.A.R. (www.uaar.it) per approntare una celebrazione opportuna. Dopo aver donato gli organi, vi prego anche di sbarazzarvi del cadavere, non sopporto l'idea di farmi vedere in pubblico senza poter decidere io stessa la mia pettinatura. E infine, al momento, ricordate che io sto una favola, essendo, come i più sanno, un'amante del sonno, nulla per me è più sensazionale di pensare di farmi un sonnellino in sacrosanta pace per l'eternità.

venerdì 30 maggio 2008

Barriere

Quante volte mi sono detta: non farò mai più una cosa simile, non sarò più ingenua a buttarmi a capofitto nelle cose, sarò razionale, sarò padrona totalmente di me stessa e della situazione. Chiuderò le porte all'accesso di chiunque, in ogni caso ci andrò piano, pianissimo, in fondo è necessario mettere delle barriere, così per proteggermi; e di sicuro, comunque, io non mi innamorerò più.
E invece...

"Fa bene camminare così la mattina, i sensi ringiovaniti, l'anima ripulita dal lavacro salubre e dal lungo sorso leteo della notte.
Baldanzoso guardi verso il giorno che ti precede, ma tu indugi beato a cominciarlo, signore di un intermezzo prodigioso, sfaccendato e indisturbato tra sogno e realtà (...)
L'illusione di una vita stabile, semplice, attenta e assorta placidamente in pensieri, l'illusione di appartenere tutto a te stesso, ti rende felice;
perchè l'uomo tende a ritenere il suo stato caduco, sia esso sereno o confuso, tranquillo o passionale, per quello vero, tipico e duraturo della vita, e in particolare a promuovere subito, nella fantasia, ogni felice ex tempore a buona norma e abitudine incrollabile, mentre in verità è condannato a vivere improvvisando e moralmente alla giornata.
E così ora anche tu, respirando l'aria del mattino, credi alla libertà e alla virtù tue, mentre dovresti sapere, e in fondo pure sai, che il mondo tiene pronte le sue reti per impigliartici..."
(T. Mann, Cane e padrone)

Tutti alziamo delle barriere per proteggerci, per non soffrire, ma poi c'è sempre qualcosa di più forte che arriva, e le butta giù. Per fortuna...

venerdì 23 maggio 2008

The virgin suicides

Quand on rencontre
le Mystère
et la Bauté
on est intrigué
ému
envouté,
des instants inoubliables
et des questions sans réponse...

Quando incontriamo
il Mistero
e la Bellezza
siamo intrigati
emozionati
avvolti,
degli istanti indimenticabili
e delle domande senza risposta...

http://it.youtube.com/watch?v=4OvX6oTjWJM&feature=related

mercoledì 21 maggio 2008

(pictures by Gianluigi M.)


And we selected for you....
Come on man, Let's dance!!!!!!!!!

sabato 17 maggio 2008

A chi mi dice che questo blog è troppo..."serio"..... Mah....
http://www.youtube.com/watch?v=W7QLEA5D1eU
per iniziare bene la giornata...!
P.s. Lancio un appello a chiunque conosca sti due matti...li voglio conoscereee!!!!
P.p.s. Nota di pesantezza: assolutamente da vedere il film "Friends with money", crudo, introspettivo, bellissimo.

venerdì 9 maggio 2008

Fiducia nel Ministro

(Mara Carfagna) Mentre vivevo in Svizzera, e tornavo in Italia per le vacanze o per trascorrere qualche settimana, notavo le macroscopiche differenze tra i due Paesi non appena scendevo dall'aereo. Lasciavo all'areoporto di Ginevra un silenzio quasi religioso, che permeava ogni luogo pubblico, comprese strade ed autobus, ed appena aprivano il portello e scendevo le scalette di Fiumicino venivo travolta da un frastuono di voci, rumori ed immagini; le persone non erano incollonate in fila e non bisbigliavano permesso quando ti passavano accanto, e mentre aspettavi per ore i bagagli che non sapevi che fine avevano fatto, potevi conoscere nei particolari le vite di tutti i tuoi connazionali che le urlavano nei cellulari...
La cosa, però, che più mi colpiva in assoluto, e che mi dava davvero fastidio, era la televisione. Ero abituata a guardare quella svizzera e quella francese, e quando accendevo la Tv rimanevo turbata. La cosa più impressionante che saltava all'occhio non abituato era l'incredibile quantità di corpo nudo femminile, esposto con una tale volgarità da farlo sembrare carne da macello. Le donne svestite erano talmente tante e talmente tanto mal-svestite che non era possibile contemplarne femminilità sensualità o bellezza.
Ora, la volgarità è una (brutta) cosa; il maschilismo è talaltra (orribile) cosa.
Tanta carne svenduta, infatti, era in netta predominanza femminile, era difficile scorgere un signore in mutande, per cui tu vedevi (e vedi) uomini vestiti che presentano trasmissioni culturali o di intrattenimento, e dietro a tale uomo, a fare scenografia fra i tanti altri oggetti, la femmina desnuda di turno.
Ora, esiste nel nostro Stato un ministero, quello delle pari opportunità, che ha il fine di promuovere i principi costituzionali dell'eguale dignità degli esseri umani, indipendentemente dalla razza, dalla religione, dal sesso, dunque anche la parità tra uomini e donne nella vita sia pubblica che privata e familiare.
Ho sempre pensato che l'immagine della donna che traspare dalla nostra televisione sia molto degradante ed offensiva; spero che il nuovo Ministro per le Pari Opportunità contribuisca al miglioramento di questo stato di degrado.

martedì 6 maggio 2008


La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto. (C. Buwkovsky)

domenica 4 maggio 2008

dreams


Perchè la vita è una possibilità..

e tutto può cambiare...
ogni giorno...


sabato 3 maggio 2008

A love song (By Gianluigi M.)


Segreto per te
Tutti pensano di sapere come va il mondo
Ma solo io e te sappiamo la verità
Tutti parlano, insegnano, fanno un gran rumore
Ma non dicono niente in fondo

Ti dico un segreto
Dovrai tenerlo per te
Sono tutti più deboli di quanto pensi
Solo noi sappiamo com’è…
Prendersi gioco di sé…

Saper vedere dentro le cose
Anche dentro di me
Non è facile lo so…
Ma fidati di te…

venerdì 2 maggio 2008

causa MDT


Causa mal di testa oggi non si vola. (By Gianluigi M.)

Basta trovare la strada del cuore... (by Gianluigi M.)

martedì 29 aprile 2008



I'm so tired, of playing
Playing with this bow and arrow
Gonna give my heart away
Leave it to the other girls to play
For I've been a temptress too longJust. .
Give me a reason to love you
Give me a reason to be ee, a woman
I just wanna be a woman
From this time, unchained
We're all looking at a different picture
Thru this new frame of mind
A thousand flowers could bloom
Move over, and give us some room
Give me a reason to love you
Give me a reason to be ee, a woman
I just wanna be a woman
So don't you stop, being a man
Just take a little look from our side when you can
Sow a little tenderness
No matter if you cry
Give me a reason to love you
Give me a reason to be ee, a woman
Its all I wanna be is all woman
For this is the beginning of forever and ever
Its time to move over... ...
(Portishead, Glory box)
Sono così stanca di giocare, di giocare con questo arco e freccia, abbandonerò il mio cuore, lo lascerò alle altre ragazze per giocare, perché sono stata un tentatrice per troppo tempo. Solo, dammi una ragione per amarti, dammi un motivo per essere, una donna, voglio soltanto essere una donna. Da questo momento,liberi, stiamo tutti guardando ad immagini diverse, attraverso questa mente dalla struttura nuova, un migliaio di fiori potrebbero sbocciare, spostati oltre,e lasciai spazio, dammi una ragione per amarti, dammi un motivo per essere, una donna, voglio soltanto essere una donna. Perciò non smettere,di essere uomo, soltanto getta un sguardo dalla nostra parte quando puoi, semina un pò di tenerezza, non importa se piangerai. dammi una ragione per amarti, dammi un motivo per essere, una donna, è tutto quello che voglio essere è una donna. Perché questo è l'inizio di qualcosa che durerà per sempre, è tempo di muoversi, così voglio essere. Sono così stanca di giocare, di giocare con questo arco e freccia, abbandonerò il mio cuore, lo lascerò alle altre ragazze per giocare, perché sono stata un tentatrice per troppo tempo.
"Nei rapporti con gli uomini spesso è necessaria una benevola dissimulazione, come se non scorgessimo i motivi del loro agire"
(F. Nietzsche)

lunedì 28 aprile 2008

Questione di scelte

E' di oggi la dichiarazione di Walter Veltroni, il quale afferma, riferendosi alle prossime elezioni dei Presidenti di Camera e Senato: "Non avendo trovato nessuna modalità di dialogo con la maggioranza, in Parlamento voteremo scheda bianca" (http://www.repubblica.it/).
Ecco, a tutti coloro che sostenevano e sostengono l'importanza cruciale di esercitare il diritto/dovere di voto, vorrei sottoporre l'analisi di questa scelta del Pd. Come, non era un imperativo morale quello di esprimere un voto?
Come ci dimostra la realtà pratica, scegliere non sempre è possibile; a volte significa disinteresse e non partecipazione democratica; altre volte, come nel caso di una parte dell'elettorato italiano che quest'anno ha deciso di non recarsi alle urne, non scegliere è una precisa scelta politica.

domenica 27 aprile 2008

Bellezza

Assolutamente da visitare il sito http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=73208197 ...per un tuffo nell'autentica, storica bellezza italiana... (e non venitemi a parlare di tali Laura Chiatti, Cristiana Capotondi e compagnia bella, con tutto il rispetto, ma Monica Vitti signori...)

martedì 22 aprile 2008

Ultimo amore


Fresca era l'aria di giugno
e la notte sentiva l'estate arrivar
Tequila, Mariachi e Sangria
la fiesta invitava a bere e a ballar
lui curvo e curioso taceva
una storia d'amore cercava
guardava le donne degli altri
parlare e danzare
e quando la notte è ormai morta
gli uccelli sono soliti il giorno annunciar
le coppie abbracciate son prime
a lasciare la fiesta per andarsi ad amar
la pista ormai vuota restava
lui stanco e sudato aspettava
lei per scherzo girò la sua gonna
e si mise a danzar
lei aveva occhi tristi e beveva
volteggiava e rideva ma pareva soffrir
lui parlava stringeva ballava
guardava quegli occhi e provava a capir
e disse son zoppo per amore
la donna mia m'ha spezzato il cuore
lei disse il cuore del mio amore
non batterà mai più

e dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi
potere veder lo stesso dolore
che spezza le vene che lascia sfiniti
la sera la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
lei raccolse la gonna spaziosa
e ormai persa ogni cosa
presto lo seguì
piangendo urlando e godendo
quella notte lei con lui si unì
spingendo, temendo e abbracciando
quella notte lui con lei capì
che non era avvizzito il suo cuore
e già dolce suonava il suo nome
sciolse il suo voto d'amore
e a lei si donò
poi d'estate bevendo e scherzando
una nuova stagione a lui parve venir
lui parlava inventava giocava
lei a volte ascoltava e si pareva divertir
ma giunta che era la sera
girata nel letto piangeva
pregava potere dal suo amore
riuscire a ritornar
e un giorno al profumo dei fossi
lui invano aspettò di vederla arrivar
scendeva ormai il buio
e trovava soltanto la rabbia e il silenzio
di sera la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
restava l'angoscia soltanto
e il feroce rimpianto
per non vederla ritornar
il treno è un lampo infuocato
se si guarda impazziti il convoglio venir
un momento, un pensiero affannato
e la vita è rapita senza altro soffrir
la poteron riconoscere soltanto
dagli anelli bagnati dal suo pianto
il pianto di quell'ultimo suo amore
dovuto abbandonar
lui non disse una sola parola no,
non dalla sua gola un sospiro fuggì
i gendarmi son bruschi nei modi
se da questi episodi non han da ricavar
così resto solo a ricordare
il liquore pareva mai finire
e dentro quel vetro rivide
una notte d'amor
quando dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti
la sera la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
a lui restò solo il rancore
per quel breve suo amore
che mai dimenticò

(Ultimo amore, V. Capossela)

lunedì 21 aprile 2008

Dedicato ad Aurora...


Una mattina mi son svegliato...Aurora resisti!
"è un tipo che pensa al passato
e gli viene un conato.
Guarda al futuro:
e vede un gran muro.
Resta il presente.
Far finta di niente."
(Gianluigi M.)

venerdì 18 aprile 2008

Sull'astensionismo

Siamo ancora in campagna elettorale, il 27 e il 28 aprile si deciderà chi, tra Rutelli e Alemanno, sarà il prossimo sindaco di Roma, per cui non è ancora anacronistica una riflessione sulla situazione politica italiana: lo sarà magari ad urne chiuse visto che per molti, impegno politico si riduce semplicemente all’espressione del cosiddetto ‘diritto-dovere’ di voto.
E questa riflessione, maturata negli ultimi giorni, nasce dalle critiche ( a cui sono sempre aperta se creano occasione di confronto) che mi sono state mosse per via della mia presa di posizione sull’astensionismo.
Lunedì scorso, quando, già dalle prime proiezioni, appariva ormai scontata la vittoria della coalizione di centro-destra, un coro di urla feroci e indignate si è levato da parte di quell’Italia antiberlusconiana che ha addebitato la vittoria di Berlusconi a coloro che, come me, hanno deciso di astenersi non manifestando così il tanto decantato ‘voto utile’ al Partito Democratico.
Ma se oggi Berlusconi, per la terza volta, è stato eletto capo del Governo, la responsabilità non è di chi alle urne non si è recato, ma è di quella sinistra che in tutti questi anni non ha fatto altro che aiutarlo, imitarlo, giustificarlo (a partire da Massimo D’Alema nel 1994);
di quella sinistra ipocrita che, come già espresso da Giorgio Bocca, fa campagna contro chiunque si opponga al suo bipartitismo, al suo doppio gioco, la stessa che, attenta al bon ton e alle buone maniere, fa di tutto per mettere a tacere chi con intransigenza ne analizza la sua inadeguatezza politica;
di quella sinistra che negli anni non ha saputo o voluto fare una legge sul conflitto di interessi e che di conseguenza ha permesso a Berlusconi di rafforzarsi e riproporsi;
di quella sinistra illuminata che si fa contrita, addolorata, davanti allo sfacelo che ha fatto seguito alla c.d. legge sul precariato, ma che in due anni di governo non si è preoccupata di modificare;
di quella sinistra buonista e moralista che, in seguito all’entrata in vigore della legge Bossi-Fini, ha urlato, indignata, allo scandalo, ma che una volta al governo non è stata capace di abrogare;
di quella sinistra falsamente laica che, consapevole dell’enorme influenza che ha il Vaticano sulle scelte politiche nel nostro paese, non si è battuta per il riconoscimento dei diritti civili alle coppie di fatto e alle coppie omosessuali, che non ha certo messo a rischio quell’enormità di voti che il Papa e i suoi Cardinali sono capaci di muovere;
di quella sinistra che ha nominato Clemente Mastella Ministro della Giustizia, lo stesso Mastella che ha ostacolato, impedito, infangato l’indagine Why Not condotta dal P M De Magistris, proprio quando stavano venendo allo scoperto tutta una serie di stretti legami tra i poteri dello stato e quelle cosche che in Calabria gestiscono l’intero business degli appalti e degli incarichi pubblici;
di quella sinistra che, schierandosi dalla parte di Mastella, ha alimentato il senso comune che tanto i ladri e i truffatori stanno sia a destra che a sinistra;
di quella sinistra che, al pari della destra, nei piccoli centri del Sud Italia, candida nelle proprie liste esponenti politici legati alle cosche, cosciente del fatto che, senza i voti che ruotano attorno alle famiglie mafiose, in Calabria così come in Campania, le elezioni non si vincono;
di quella sinistra incapace di studiare, di organizzare, di propagandare e di conseguenza inadatta a governare.
Da cittadina non mi sento orgogliosa all’idea che un pregiudicato, un corrotto, un corruttore come Berlusconi, uno che tesse le lodi di un dato Mangano, condannato per associazione mafiosa, sia a capo del Governo del Paese in cui vivo.
Da comunista non sono felice all’idea che Gianfranco Fini, ‘padre’ di una legge vergogna in tema di immigrazione, che sostiene che è tempo di separare la politica dalla storia, forse perché di quella storia vorrebbe che la gente ne dimenticasse gli orrori e le violenze, sia il prossimo Presidente della Camera.
Da persona con dei valori sociali non posso non indignarmi con quel 9% di italiani che ha sostenuto la Lega Nord, la stessa che continua ad urlare ‘a calci in culo gli immigrati’ e che propone di tagliare gli stanziamenti alla fondazione della Montalcini, Premio Nobel per la Medicina, scienziata ammirata e stimata in tutto il mondo.
Personalmente non potrei mai votare Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord e, senza voler essere per forza politicamente corretta, non stimo chi lo fa.
Allo stesso tempo però non posso neppure dare il mio appoggio alla sinistra perché comunque, a conti fatti, è il meno peggio: mi sembrerebbe un ragionamento qualunquista.
Astensionismo, se è frutto di analisi, di riflessione, non è qualunquismo: lo diviene solamente se è conseguenza di disinteresse o di pigrizia intellettuale, ma né più né meno di quanto può essere qualunquista il voto espresso dal buon padre di famiglia a favore del futuro assessore della piccola cittadina di provincia a cui è stato promesso in cambio un impiego all’ufficio del catasto.
Il qualunquismo può esprimersi tanto nel non voto quanto nell’espressione del proprio voto.
Quasi mai identità è identificazione: io mantengo la mia di antiberlusconiana, di antifascista, di persona profondamente di sinistra, negando il mio appoggio a questa, cosiddetta, sinistra.

Aurora De Pace

lunedì 7 aprile 2008

Caro, vecchio, romanticismo...


Si discuteva qualche sera fa tra amici, tra un bicchiere di vino rosso (il loro) e una coca-cola light (la mia), seduti ai tavolini all'aperto del solito bar nel centro di Trastevere. Si discuteva di rapporti e di incontri, e delle forme che può assumere il contatto tra due persone... Bhè, io rimango della mia opinione, e sono ancora convinta che ci sia tanto e molto di più del "solito sesso"...
"Ciao, sono quello che hai incontrato alla festa,
ti ho chiamata solo per sentirti e basta…
si, lo so, è passata appena un’ora, ma ascolta:
c’è che la tua voce, chissà come, mi manca.
Se in quello che hai detto ci credevi davvero,
vorrei tanto che lo ripetessi di nuovo…
dicono che gli occhi fanno un uomo sincero,
allora zitta, non parlarmi nemmeno.

Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:ancora il solito sesso!
Perché, sai, non capita poi tanto spesso che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
ed ho l’età che tutto sembra meno importante,
ma tu mi piaci troppo e il resto conta niente.
Dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte:
se vuole può venire qui a riempirmi di botte!
Però sono sicuro che saranno carezze,
se per avere te vicino almeno servisse.

Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:ancora il solito sesso!
Chiuderò la curva dell’arcobaleno per immaginarlo come la tua corona,
e con la riga dell’orizzonte in cielo ci farò un bracciale di regina…
ma se solo potessi un giorno vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza”
è quello che ho provato prima in tua presenza…
dicono che gli angeli amano in silenzio,
ed io nel tuo mi sono disperatamente perso.
Sento che respiri piano in questa cornetta…
maledetta, mi separa dalla tua bocca!

Posso rivederti già stasera?
Ma tu non pensare male adesso:ancora il solito sesso!
Correrò veloce contro le valanghe
per poi regalarti la fiamma del vulcano,
respirerò dove l’abisso discende
e avrai tutte le piogge nella tua mano…
ma solo potessi un giorno vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!
Ma tu non pensare male adesso:ancora il solito sesso!
Ora ti saluto, è tardi, vado a letto…Quello che dovevo dirti, io te l’ho detto."
(Il solito sesso, Max Gazzè)

Esempio di saggezza

Fine del discorso pronunciato ieri dal Dalai Lama a Dharamsala, India:

"Ospitare i Giochi Olimpici quest'anno è motivo di grande orgoglio per il miliardo e duecento milioni di cinesi. Fin dall'inizio ho appoggiato la decisione di disputare le Olimpiadi a Pechino. La mia posizione è immutata. Credo che i tibetani non dovrebbero ostacolare in nessun modo i Giochi: ma è diritto legittimo di ogni tibetano lottare per la propria libertà e il rispetto dei propri diritti. D'altro canto, sarebbe inutile e non gioverebbe a nessuno se facessimo qualcosa che creasse odio nell'animo del popolo cinese. Al contrario: dobbiamo favorire la fiducia e il rispetto nei nostri cuori al fine di creare una società armoniosa, in quanto essa non può nascere sulla violenza e l'intimidazione. La nostra lotta è contro alcuni esponenti della leadership della Repubblica Popolare Cinese e non con la popolazione cinese. Pertanto non dovremmo mai dare adito a incomprensioni o fare qualcosa che possa nuocere alla popolazione cinese. (...) Se l'attuale situazione in Tibet dovesse perdurare, temo che il governo cinese possa esercitare ancora più forza e aumentare l'oppressione del popolo tibetano. (...) Ho ripetutamente chiesto alla leadership cinese di fermare immediatamente l'oppressione in ogni zona del Tibet e di ritirare i suoi soldati e le sue truppe armate. Se ciò desse risultati, consiglierei ai tibetani di interrompere le proteste. Voglio sollecitare i miei concittadini tibetani che vivono fuori dal Tibet a essere quanto mai vigili. (...) Non dovremmo impegnarci in nessuna azione che possa anche minimamente essere considerata violenta. Perfino in presenza di provocazioni, non dobbiamo mai permettere che i nostri valori più preziosi e profondi siano compromessi. Credo fermamente che conseguiremo il successo seguendo la strada della non-violenza. Dobbiamo essere saggi, comprendere da dove nascono l'affetto e il supporto dimostrati senza precedenti per la nostra causa. Infine, desidero ripetere ancora un'ultima volta il mio appello ai tibetani affinché pratichino la non-violenza e non si allontanino mai da questo cammino, per quanto grave possa essere la situazione. "

frase del giorno...

"La vergogna è un sentimento dimenticato ai nostri giorni, come il coraggio..."
(Luigi Celli)

sabato 5 aprile 2008

Il tempo è un gran Signore...


Caro Gianluigi,
dovevamo scrivere qualcosa sulla strega mangiatempo, in realtà quello che mi viene in mente è che il Sig. Tempo è davvero un gran signore, di quelli che non si trovano quasi più ai nostri giorni. Lui non fa grandi sceneggiate, non dice gran paroloni quando non è il momento, resta in silenzio, un elegante silenzio direi, e poi, quando è il momento, e solo quando è il momento, ecco che Lui ti ripaga di tutto, ti restituisce quello che ti hanno tolto, e stabilisce, una volta per tutte, chi è il vero vincitore...
Perchè alla fine basta star seduti lungo la sponda del fiume, con un pizzico di pazienza, e i cadaveri passano...passano tutti...
"Je ne regrette rien"
"Non, Rien de rien, non, Je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal tout ça m'est bien égal
Non, rien de rien non
Je ne regrette rien
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé
Avec mes souvenirs
J'ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n'ai plus besoin d'eux
Balayées les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro
Non Rien de rien non
Je ne regrette rien
Ni le bien, qu'on m'a fait
Ni le mal, tout ça m'est bien égal
Non, Rien de rienNon
Je ne regrette rien
Car ma vie, car mes joies
Aujourd'hui, ça commence avec toi..."
(Edith Piaf)

venerdì 4 aprile 2008

cambiamenti

Non avrei mai pensato di citare Vasco Rossi... eppure...
"adesso che ho capito come va il mondo, cosa me ne faccio della sincerità?" (V. Rossi)

cuore...Gianluigi M.


martedì 1 aprile 2008

Remedios

("Cuore" by Gianluigi M.)
"Remedios, piccola cara, ragazzina,
bella, dolce splendida piccola rimasta così,
seduta in riva al mare e le mani piene di perle,
il sole in fronte e il sorriso, bianca orchidea,
anima e colomba e la allegria,
tu canti la consolazione canti la speranza,
tu canti Remedios
spera che un giorno potrò dirti:
"ti voglio bene piccola, ragazzina, bella, dolce,
piccola, piccola, piccola..."
la tua storia, ce la raccontò una volta Dio
il tuo fratellino con la sua chitarra
tu ti eri addormentata sotto la luna eri felice,
piccola Rimedioa spera che un giorno potrò dirti:
"ti voglio bene piccola, ragazzina, bella, dolce,
piccola, piccola, piccola..."
il sole in fronte e il sorriso. bianca orchidea,
anima e colomba e la allegria,
tu canti la consolazione canti la speranza,
tu canti Remedios spera che un giorno potrò dirti:
"ti voglio bene piccola, ragazzina, bella, dolce,
piccola, piccola, piccola..."
("Remedios", traduzione, Isabella Ferri)

sabato 29 marzo 2008

La filosofia dell'ingegnere


"La vita non è buona, nè malvagia; è così. Bisogna accettarla e provare, nella misura delle nostre povere forze, di farla migliore. E come? con il lavoro, con la modestia, con la pazienza. Le disquisizioni dei metafisici sono inutili; ...
Non si può trasformare le leggi della natura, ma si può tentare di comandare alla natura obbedendole, come un bravo ingegnere non sopprime un torrente ma riesce ad arginarlo"
(da "Voltaire", André Maurois)

venerdì 28 marzo 2008

freddezza

Chi soffre davvero resta in silenzio.
Quel dignitoso silenzio di chi sente il lacerante strappo dopo aver ricevuto un colpo allo stomaco, per giunta senza motivo, senza preavviso, magari da colui che credeva un amico.
Il colpo è arrivato al di fuori della battaglia ufficiale, in un momento di pausa e di tranquillità, in cui non si era pronti a riceverlo, e non si era preparati a difendersi. Così si comincia a sanguinare, e perdendo sangue manca anche il respiro, sembra di soffocare. Si guarda negli occhi il carnefice sleale, a cercare un perché, ed a cercare, paradossalmente, il suo aiuto, la sua mano che ti aiuti a rialzarti. Ma lui resta impassibile, con gli occhi di ghiaccio, freddo nella sua stupida, inutile superficialità.
È come piangere di fronte ad un animale. No, non è così. Un cane sentirebbe la sofferenza umana, anzi la capirebbe da un semplice sguardo, ed inizierebbe a leccarti la mano, stando lì accanto a te per non lasciarti solo. Anche un gatto sentirebbe la tua sofferenza, forse un po’ meno del cane, non avrebbe la sua stessa fedele partecipazione, ma a modo suo farebbe sentire la sua utile presenza.
È come piangere da soli in una grotta. Ma no, penso che le pareti di roccia ti farebbero sentire protetto, circondandoti e dandoti riparo, ti farebbero sentire di avere una casa in cui rifugiarti, e ti consolerebbero a modo loro.
No, nulla è paragonabile ad un uomo senza sentimenti, tutta la natura, a modo suo, ci comunica e ci dà qualcosa, ci fa sentire parte di un tutto.
Invece gli uomini e le donne che non hanno cuore, che non hanno quella capacità di SENTIRE il dolore altrui, quelli sono pericolosi, quelli ti fanno sentire solo.

giovedì 13 marzo 2008

luna (Gianluigi M.)


Ladri di cuori
N.d.r. Ci sono persone che hanno una chiave particolare in dotazione, e con quella, con tutta naturalezza, senza dir niente, come fosse casa loro, entrano nel cuore di chi li legge, ascolta, guarda...

mercoledì 12 marzo 2008

luna


Nel 1979 Loredana Bertè scrisse una poesia...

"E la luna bussò alle porte del buio
"Fammi entrare", lui rispose di no!
E la luna bussò dove c'era il silenzio
ma una voce sguaiata disse "Non è più tempo"
quindi spalancò le finestre del vento e se ne andò
a cercare un po' più in là qualche cosa da fare
dopo avere pianto un po' per un altro no,
per un altro no che le disse il mare,
che le dissse il mare

E la luna bussò su due occhiali da sole
quello sguardo non si accorse di lei
ed allora provò ad un party in piscina
senza invito non entra nemmeno la luna
quindi rotolò su champagne e caviale e se ne andò
a cercare un po' più in là qualche cosa da fare
dopo avere pianto un po' per un altro no,
per un altro no di un cameriere

e allora giù quasi per caso
più vicino ai marciapiedi
dove è vero quel che vedi
e allora giù senza bussare
tra le ciglia di un bambino
per potersi addormentare
e allora giù fra stracci e amore
dove è un lusso la fortuna
c'è bisogno della luna
e allorà giù giù giù

E allora giù quasi per caso
più vicino ai marciapiedi
dove è vero quel che vedi
tra le ciglia di un bambino
per potersi addornentare
c'è bisogno della luna
giù giù giù
("E la luna bussò", L. Bertè)

lunedì 10 marzo 2008

Ode al caffè (pictures by Gianluigi M.)


So di poter risultare impopolare, ma nell'eterna battaglia tra caffè e alcool, che oggi potremmo anche proporre nella variante caffè vs droghe leggere, io faccio vincere, senza ombra di dubbio e a pieni voti, il caffè.
Ahhh, caffè, caffè... amore ancestrale...
Dunque. Le motivazioni sono le seguenti:

"Un caffè forte e abbondante mi tiene sveglio.
Mi da un calore, una forza insolita, una sofferenza non priva di piacere.
Preferisco più soffrire che essere insensibile".
(Napoleone)

"Il caffè, questa sobria bevanda agisce potentemente sul pensiero e accresce, contrariamente a quanto succede per le bevande alcoliche, la chiarezza e la stringatezza dello spirito.
L'introduzione del caffè in Francia fu una felice rivoluzione,
il grande evento che introdusse nuove forme di vita e portò un importante contributo al risveglio spirituale del xvııı.
Il caffè disperde la vacillante pesante poesia della fumosa fantasia e fa guizzare le folgori della verità".
(Jules Michelet, storico francese)
And the winner is.....

sabato 8 marzo 2008

"La saggezza è un'armonia di conoscenza, volontà e sentimento."
(Bertrand Russell)

mercoledì 5 marzo 2008

lunedì 3 marzo 2008

Segreto della vita...


...Basta alzarsi la mattina e dire: Buoooongiornooooo Vietnam...!

Ricordi, by Gianluigi M.

"La domenica è uno stato mentale"...
e, per fortuna, è già passato...
Buon inizio settimana a Gianluigi e a tutti gli altri.

sabato 1 marzo 2008

La fine e l'inizio

Tutto era finito. Con un gesto aveva cancellato anni di vita, e una parte del mio cuore. Io ero immobile in mezzo ad un deserto silenzioso, intorno a me il vuoto.

Poi guardai avanti, lontano, strizzando un po’ gli occhi per vedere meglio. Non vidi un gran ché, ma feci un respiro profondo, e cominciai a camminare...

giovedì 28 febbraio 2008

Le persone sono come le vetrate colorate: brillano e scintillano quando fuori c'è il sole, ma al calar delle tenebre viene rivelata la loro vera bellezza solo se è accesa una luce dall'interno.
(Fernando Pessoa)

volver


Io prevedo il tremolio
Delle luci che in lontananza
Stanno segnando il mio ritorno
Sono le stesse che rischiararono
Con i loro pallidi riflessi
Fionde ore di dolore

E sebbene non desiderai il ritorno
Sempre si torna al primo amore
La tranquilla strada dove l’eco disse
“tua è la sua vita, tuo è il suo amare”
sotto il …guardare le stelle che con indifferenza
oggi tornano a me
Tornare con la fronte avvizzita
le nevi del tempo argentarono le mie tempie
sentire che è un soffio la vita
che vent’anni non sono niente
che febbrile è lo sguardo errante nell’ombra
ti cerca e nomina il tuo nome

vivere con l’anima ostinata ad un dolce ricordo
che piango un’altra volta
ho paura dell’incontro con il passato
che torna a confrontarsi con la mia vita
ho paura delle notti che, popolate di ricordi,
incatenano il mio sognare

però il viaggiatore che sente prima o poi trattiene il suo andare
e sebbene il dimenticare che tutto distrugge
abbia ucciso la mia vecchia illusione
custodisco nascosta una umile speranza
che è tutta la fortuna del mio cuore

(traduzione di "Volver", Estrella Morente)

martedì 26 febbraio 2008

giustizia

"Nella logica spietata della nostra società, i potenti schiacciano sempre i più deboli, e i più deboli soccombono. Ogni tanto, però, si intravede uno spiraglio di giustizia. Non aspettiamoci di più."
(dal film "analisi di un delitto")

lunedì 25 febbraio 2008

Il Sig. Mangiallegria e il raffreddore d'inverno

Il Sig. Mangiallegria è un omino piccolo piccolo, ma molto affamato, che vive nei cuori delle persone più sensibili…

Si sveglia di solito prima che arrivi la primavera, dopo aver dormito praticamente per tutto l’inverno in un lettino piccolo piccolo, in una casina piccola piccola, all’ultimo piano di un palazzo vecchio al centro della città. Durante questo periodo Il Sig. Mangiallegria (che la gente in città chiama anche Allegria Mangia) se ne sta buono buono nel suo lettuccio per ripararsi dal gelo dei mesi invernali, e non si muove da lì.
Mangia allegria è infatti un omino molto piccolo e fragile, dalla salute cagionevole, ed ogni volta che solo prova ad uscire di casa si becca un raffreddore talmente forte che deve passare il resto dell’inverno al letto . Così il Sig. Mangiallegria ha deciso di non uscire mai fuori e di aspettare l’arrivo della primavera per prendere un po’ d’aria.
Naturalmente si sente molto solo, anche perché nessuno ormai va più a trovarlo neanche a casa. Tutti hanno paura che stando vicino a lui si possano prendere qualche brutto malanno di stagione, ed in effetti questo è quello che succede di solito.
Solo una volta il Sig. M.A. ebbe un amico.
Era un tipo molto simpatico, si chiamava Tony Colarelli ed aveva un negozio di salumi proprio sotto casa del Sig. Mangiallegria. Il Sig. Tony aveva una salute di ferro, era un uomo alto e robusto, con due grandi baffi neri sotto al naso e una voce greve e bassa che quasi faceva paura… Ma nonostante l’aspetto un po’ burbero, Tony era un amabile signore, molto gentile e sensibile e andava sempre a casa del Sig. M.A. a portargli da mangiare quando lui non poteva uscire di casa per il freddo.
Così, porta il pranzo oggi, porta il pranzo domani, il Sig. Mangiallegria e il Sig. Tony Colarelli divennero ben presto amici e presero l’abitudine di giocare a carte e di chiacchierare insieme.
Un giorno, però, il Sig. M.A. era particolarmente malato. Aveva un raffreddore così forte che ad ogni starnuto il palazzo dove abitava tremava, e questo era molto sintomatico, viste le minute dimensioni del Sig. Mangiallegria.
Così, mentre i due facevano la loro quotidiana partitina a carte, nonostante tutti gli sforzi per evitare di starnutire addosso a Tony Colarelli, quando questi si congedò da casa dell'amico, era tutto pieno degli sputacchi del Sig. Mangiallegria.
Naturalmente la cosa non preoccupava il Sig. Tony, al di là di un po’ di sensazione di schifo che si prova anche per gli sputacchi del proprio migliore amico, perché lui, in vita sua, non si era ammalato nemmeno una volta e i bacilli del Sig. M.A. gli facevano, è il caso di dire, un baffo.
Tornato a casa però, sua moglie gli si gettò addosso per abbracciarlo, come faceva sempre quando rientrava a casa (la moglie del Sig. Tony era molto amorevole, una di quelle donne che il Sig. M.A. sognava di incontrare anche per sé…).
Quella notte stessa la Sig.ra Colarelli cominciò a starnutire, e dovette rimanere al letto per 50 giorni.
La Sig.ra Colarelli disse al proprio marito che da quel momento avrebbe dovuto scegliere: o lei o il Sig. Mangia Allegria! Tony non doveva assolutamente mai più incontrare personalmente il suo amico sempre ammalato, oppure, che fine avrebbe fatto la loro famiglia?? Non si poteva rischiare di avere il raffreddore tutto l’anno…
Da quel giorno il Sig. Tony non salì più a casa da M.A. e i due non giocarono più le loro partitine quotidiane a carte. Il Sig. Colarelli, che in fondo era molto dispiaciuto della scelta che aveva dovuto compiere, si limitò a costruire una specie di marchingegno composto da una corda e da un paniere, col quale poteva mandare ogni giorno il pranzo a Mangiallegria direttamente dal suo negozio alla sua finestra.
Il Sig. M.A. , che già non aveva tanti amici (per la verità non ne aveva nessuno), da quel giorno si sentì ancora più solo. Trascorreva le sue giornate d’inverno senza nemmeno uscire dal letto, tranne che per mangiare i panini preparati dal sig. Colarelli e per dare un’occhiatina fuori la finestra nei momenti in cui si sentiva meno triste.
Da lì vedeva solo pioggia e neve e il vento che soffiava forte, gridando contro gli alberi , le cose e le persone. La gente per strada rimaneva nascosta nei suoi impermeabili e sotto gli ombrelli giganti e neri, e di loro non riusciva nemmeno a scorgere i volti; l’unica cosa a cui pensava, l’unica sua speranza, era l’imminente arrivo ella primavera.
Con il bel tempo sarebbe potuto uscire come tutti gli altri, e vivere normalmente, andare in giro per le strade, parlare con le persone e magari trovare qualcuno che amasse la sua compagnia…
Ed infatti…
Gennaio stava per finire, e la primavera stranamente anticipava il suo arrivo. Nei prati cominciavano a spuntare tante piccole margheritine bianche. Presa una per una, a dire il vero, ognuna di loro era infinitamente piccola e timida, ma viste tutte insieme da lontano, le margheritine creavano un unico, compatto manto bianco, talmente imponente, che sembrava una manifestazione in piazza del Movimento per la Rinascita della Primavera (M.R.P.).
Il Sig. Mangia Allegria, al solo vedere dalla sua finestra un tale spettacolo, non stava nella pelle. Era eccitatissimo, non vedeva l’ora di correre giù per le strade ed andare incontro a tutte quelle persone che gli mancavano tanto durante l’inverno. Così, dopo essersi ben preparato per l’occasione, dopo essersi lavato, rasato, profumato, pettinato e vestito di tutto punto, il Sig. A. M. era finalmente pronto per il momento più bello dell’anno. Prese la porta e si precipitò giù per le scale fino al portone di casa.
Lì, per un momento, rimase bloccato. Un raggio di sole fortissimo lo colpì in faccia, e lui non è assolutamente abituato a questo genere di cose, visto che per tutto l’inverno se ne sta sotto il piumone e la luce arriva da fuori, nella sua stanza, solo attraverso le scure persiane quasi sempre abbassate.
Ma il Sig. M.A. non si perde d’animo, è ben pronto a superare qualsiasi difficoltà pur di uscire fuori per le strade e fare amicizia con le persone. Così, nonostante gli occhi gli si chiudano continuamente alla luce del sole, facendosi un gran coraggio, si fece avanti a piccoli passettini, e uno dopo l’altro, appoggiandosi al muro con le mani, riuscì ad uscire dal portone di casa…
Continua……

domenica 24 febbraio 2008

il flagello laico

"In un mondo sempre più diviso e frammentato, un nuovo invisibile flagello colpisce il nord e il sud, i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo, donne e uomini di tutte le classi sociali...la laicità.
Ogni 15 secondi sul nostro pianeta un individuo adulto diventa laico.
La laicità non si vede ma sta crescendo perché si trasmette attraverso idee, concetti, punti di vista, rapporti sociali non protetti con persone già laiche. Pensiamoci, prima di avere conversazioni occasionali con chi ha convinzioni diverse dalle nostre. E comunque, in quel caso, usiamo sempre l'intolleranza per ridurre il rischio.
Il laico, se lo conosci lo eviti. Se non lo conosci, è meglio."

(Paola Cortellesi, in "Parla con me", raitre, domenica h.23.30)
"...non potevo tornare indietro, ma non sopportavo di essere dov'ero. L'unica soluzione era andare avanti"
(da "Elegance" di K. Tessaro)

venerdì 22 febbraio 2008

lunedì 18 febbraio 2008

Assolutamente da visitare: www.carlwarner.com

sabato 16 febbraio 2008

"La danza è una poesia muta, la poesia è una danza parlata"
(Simonide)

giovedì 14 febbraio 2008

La pecora nera





Roma, ore 17.00, Via Nomentana. Stavo rientrando a casa e proprio nel parco di fronte casa mia cosa ti vedo? Un gregge di pecore che pascola! Sono subito scesa dal motorino per fare foto, scambiandomi sorrisini imbarazzati con le altre persone che sorprese dall'insolito spettacolo bucolico stavano facendo la stessa cosa.


Poi ho pensato, un gregge? Pecorella smarrita? Non è che sarà Dio che mi lancia segnali? Un miracolo! Sì sì, Dio vuole che io ritorni al gregge con le altre pecorelle smarrite!

Chissà cosa deve fare uno che vive (subisce..come si dice?) un miracolo... Deve compilare dei moduli? "Modello F14, richiesta riconoscimento status miracolato"?... Ero in preda a questi pensieri, già immaginavo che una pecorella si avvicinasse a me e cominciasse a parlare: Lauraaaa, non dire quelle cose su caos calmooooo.... ed ecco la salvezza! Una visione. Lì, tra tutte quelle pecorelle smarrite che buone buone brucavano l'erba del prato, eccola, unica, splendente, spiccare dal mucchio, Lei, la Pecora Nera!


Bellissima, unica, originale, sarà stata suggestione ma Lei non mi sembrava smarrita, e la sua stessa esistenza mi ha dato un senso di speranza..!


Bina San Valentino By Gianluigi M.


Meravigliosa.....

Alla frutta

Caro Anonimo,
Ti chiamo così per rispettare la Tua volontà di rimanere in incognita, anche se non la condivido, perché questo blog è nato proprio con l’idea di confrontarsi e discutere, qualsiasi opinione o punto di vista è bene accetto, e personalmente trovo giusto che ogni idea abbia la sua paternità.
Il Tuo racconto è molto carino, ma sinceramente non ho ben capito quale sia la pertinenza con il post a cui si riferisce.
Nella Tua metafora io dovrei essere la ragazza che si infuria per una pretesa, inesistente ingiustizia, ed il magnanime signore la Chiesa che si fa esempio di perdono bontà e superiorità.
Non credo che sia così.
Io penso che le dichiarazioni di Nicolò Anselmi siano molto gravi. Innanzitutto il sacerdote non ha espresso una sua semplice opinione personale sul film, cosa che sarebbe stata del tutto legittima in quanto critica cinematografica. L’Anselmi è un alto rappresentante della CEI, e in quanto tale si fa portavoce di tutta un’istituzione, la Chiesa, e si rivolge ad un numero enorme di persone, dando delle precise indicazioni ai fedeli sul corretto comportamento che questi dovrebbero tenere per essere dei buoni cattolici.
Pertanto, non credo che esprimere un’opinione sulle dichiarazioni fatte sia una sciocchezza da nulla, sia in poche parole, come da Tua metafora, una polemica pretestuosa.
Io trovo gravissimo, oltre che privo di senso, che la Chiesa si esprima anche in merito al contenuto di un film. Un film, un libro, un’opera teatrale, sono opere d’arte, ed in quanto tali, secondo me, sono, dovrebbero essere, prive di censura.
Quale forma espressiva richiede maggiore spazio di liberta di un’opera d’arte?
Non stiamo parlando di un film che è andato in onda in prima serata sulla rete pubblica nazionale, ma di un film (vietato ai minori di 12 anni) che è uscito nelle sale cinematografiche, senza autoimporsi a nessuno, ed ognuno è libero di andarlo a vedere oppure no. A seconda dei suoi gusti, delle sue inclinazioni, della sua libera scelta.
Ma una volta che si è deciso di andarlo a vedere, non si può sindacare sui suoi contenuti! Dire che avrebbe dovuto dire questo o quello, esprimere tale o talaltra morale, in questo o in quest’altro modo. Può piacere o non piacere, ma non può essere cambiato.
Se vogliamo andare ancora un po’ più a fondo, poi, l’essere umano ha i suoi lati oscuri, questo neanche la Chiesa lo nega, credo, e dove rappresentarli, dove descriverli, se non in un film, o in un libro?
Dopo tanti anni di oscurantismo, di battaglie contro la censura, a favore della libertà di opinione e di espressione, non si può rimanere indifferenti, almeno, io non ci sono riuscita, di fronte a certe dichiarazioni pubbliche. Perché se la Chiesa deve intromettersi anche nell’arte, indicando come deve essere fatta, bhè, io credo che stiamo proprio alla frutta. E credo che sia giusto, e non pretestuoso, esprimere la propria opinione in merito.

mercoledì 13 febbraio 2008

Rose rosse (amore e libertà)


Durante la prossima settimana, in vista della ricorrenza di San Valentino, festa degli innamorati, in Arabia Saudita verrà vietata la vendita di rose rosse, simbolo universale dell’amore e della passione, e di tutto ciò che sia inerente a tale festività. La polizia islamica ha già iniziato i raid nei negozi di fiori. ( Chissà che fine farà la terribile refurtiva sequestrata, cioccolatini a cuore, bigliettini color porpora, pupazzetti di peluches, verrà distrutta data la sua pericolosità??).
A tal proposito leggevo anche le dichiarazioni di Don Nicolò Anselmi, responsabile della CEi per la pastorale giovanile, riguardo alle scene erotiche del film “caos calmo” interpretate da Nanni Moretti e da Isabella Ferrari. Il sacerdote si ritiene “disturbato” da come i due attori fanno l’amore, “in piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia”, e considera la scena diseducativa per i giovani, in quanto li potrebbe spingere a fantasie erotiche distruttive. I due attori avrebbero potuto/dovuto, continua il parroco, interpretare una scena d’amore più “positiva” che portasse, per esempio, al concepimento di un figlio.
Non credo che il parroco abbia così torto…
In fondo, perché non fare indossare ad Isabella Ferrari una bella camicia da notte con su ricamata la scritta “Non lo fo’ per piacer mio, ma per dare un figlio a Dio”? Sarebbe stato sicuramente più opportuno.
Ovviamente, ad essere precisi, nella scena successiva sarebbe stato carino che i due protagonisti facessero un salto in Chiesa a confessarsi, che diamine.
Poi, certo, la storia avrebbe potuto soffermarsi un po’ di più su certi passi della Bibbia che in un film non dovrebbero mai mancare; in effetti non capisco perché non sia stato aggiunto, non dico come personaggio principale, ma almeno come co-protagonista, la figura di un prete di riferimento che ogni tanto ricavasse la morale cristiana dalle scene più complesse.
Per quanto riguarda la colonna sonora, io avrei messo naturalmente dei canti religiosi. “Credo in Te Signore” per la scena d’amore, cioè, scusate, di concepimento; “Dio è con Me” per la scena in cui Nanni è seduto sulla panchina e “Noi siamo i fiumi, Dio è il mare” per la scena finale.
In ogni caso, Isabella Ferrari dovrebbe essere messa al rogo, perché una donna che fa l’attrice lo merita, e un’attrice che gira una scena si sesso, figuriamoci.
Ma non temete, Dio è sempre pronto a perdonare….

martedì 12 febbraio 2008

sabato 9 febbraio 2008

domenica 3 febbraio 2008

Una giornata particolare


Stamattina sono stata svegliata da una telefonata. Mi dicevano di andare a casa di S., perché lui stava morendo.
S. è un signore anziano, è nato all’inizio del secolo scorso, ed è malato da tanto tempo. Quando stava ancora bene mi raccontava tante storie, sulla sua vita e sui suoi tempi, su Roma ai tempi di Mussolini e su come è cresciuto. Era l’ultimo di undici fratelli e in un piccolo paesino del sud Italia la notte dormiva su una cassapanca e veniva svegliato con un catino di acqua gelida in faccia. Forse per questo è cresciuto così forte, così ligio al dovere, così incline alla sopportazione, così capace di andare avanti…
Quando sono arrivata stava molto male, e non era nemmeno cosciente, però io gli ho preso la mano, e gliel’ho tenuta per tanto tempo. Era calda e liscia, con delle macchioline marroncine qua e là; con la mia mano sentivo le tutte le sue nodosità, ed ognuna sembrava parlare della sua vita, ogni piccolo osso, ogni ruga pronunciata, un dolore, una gioia, un sorriso, una lacrima.

Sono tornata a casa stanca e stordita, ed ho ricevuto una telefonata. Mi dicevano di andare a casa di S., perché lei compiva un mese e oggi si doveva battezzare.
Mi sono vestita di fretta, e sotto la pioggia, senza pensare a niente, sono corsa da S. Lì c’erano tutti i suoi parenti, i nonni, gli zii, i cugini, e tanti amici, tutti felici e vestiti bene. C’erano anche i suoi genitori, sua mamma bellissima, vestita di rosso, e suo papà un po’ teso, ma anche lui elegantissimo nel suo vestito blu.
La mamma e il papà di S., però, non si parlavano. Per la verità non si parlano da mesi, ed oggi era la prima volta che il papà vedeva la propria bambina. La mamma, di lui, non ne vuole proprio sapere, e non ne conosco bene la ragione. Forse hanno litigato, forse lui è stato cattivo con lei; forse è lei ad essere cattiva, e per questo vuole tenere lontani papà e figlia; o forse nessuno dei due è cattivo, magari, semplicemente, non si vogliono più bene.


Io sono stata tanto tempo con S. Abbiamo giocato e lei mi ha sorriso serena e felice. Era bellissima vestita di bianco come un principessa, ed aveva due occhioni blu che risplendevano ed illuminavano tutto intorno. Le sue manine erano talmente piccole che sembravano quelle di una bambola, e lei le muoveva di continuo, le metteva sul visino e mi stringeva forte forte le dita, come se volesse dimostrarmi quanta forza c’è, in quel corpicino minuscolo…
La sera, tornando a casa, ho pensato a quanto è sorprendente la vita. Il Sig. S. è ancora lì, nonostante tutti siano accorsi questa mattina al suo capezzale per dargli l’ultimo saluto, nonostante i medici lo avessero dato per spacciato dopo l’ultima nottata di crisi, lui non se n’è andato.
La piccola S. invece, stasera tornerà a casa con la sua mamma, che magari è triste, e piangerà perché si sente sola. Con loro non ci sarà il papà, a dargli il bacio della buonanotte, e a proteggerle durante il sonno.
Quante cose ti aspettano, piccola mia, sei appena nata e la vita già ti mette di fronte alle sue brutture. Chissà se ti sconfiggeranno. O magari le supererai e diventerai una donna ancora più forte e felice.
In fondo, la vita è imprevedibile…

lunedì 28 gennaio 2008

La Vie en rose


Mi è rimasta in testa la colonna sonora di "Bianco e nero"....eccola qua...

Des yeux qui font baisser les miens
Un rire qui se perd sur sa bouche
Voilà le portrait sans retouche
De l'homme auquel j'appartiens

Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose
Il me dit des mots d'amour
Des mots de tous les jours
Et ça me fait quelque chose

Il est entré dans mon cœur
Une part de bonheur
Dont je connais la cause

C'est lui pour moi
Moi pour lui dans la vie
Il me l'a dit, l'a juré pour la vie

Et dès que je l'aperçois
Alors je sens en moi
Mon cœur qui bat

(Edith Piaf, La Vie en Rose)